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| Todavia |
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| Scritto da Gianluca Meis |
| Venerdì 21 Settembre 2007 15:18 |
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Che io non brilli per sanità mentale, è una certezza riconosciuta: ma ci sono momenti dell’anno in cui ciò emerge ancora con più sfrontata evidenza. Uno di questi particolari momenti è il giorno in cui, puntuale come solo una svizzera – per quanto di semplice residenza – sa esserlo, arriva nei negozi il nuovo cd di Mina. Inizio a pensarci qualche giorno prima, come se fosse un appuntamento di quelli a cui non si può arrivare impreparati: oggi ad esempio mi sono sorpreso a pensare che camicia mettermi per l’acquisto! Che, ovviamente, va fatto all’apertura dello store e prima di andare al lavoro… Ore 8.30 del mattino: telefono al mio collega per avvertirlo che avrò un poco di ritardo; una scusa banale, il traffico. Parcheggio e mi piazzo all’ingresso, puntando l’orologio e imprecando leggermente sulla mancata esatta corrispondenza tra l’arrivo delle lancette del mio orologio e quello della commessa. A fianco a me sembra agitarsi un altro figuro, che scruto quasi con cattiveria. Di sicuro è lì pure lui con il mio stesso intento: essere il primo ad avere il cd appena estratto dalle scatole consegnate dai corrieri e che si intravedono attraverso le vetrine del negozio. La commessa ci guarda incuriosita: a quell’ora non è usuale avere qualcuno che le ronza attorno. Man mano che si avvicina alla cassa, dopo l’avvio dell’attività, vede entrambi che ci allunghiamo verso di lei. “Prego”? “Il nuovo cd di Mina, grazie” In stereofonia chiediamo ovviamente e scontatamente lo stesso oggetto. Iniziamo a guardarci in cagnesco. In un attimo passo in rassegna le probabili reazioni: gli do una spallata? Gli strappo la tracolla Gucci? Gli pianto il primo oggetto che mi passa tra le mani? (che il caso vuole sia un cd di Biagio Antonacci)… Mentre scorro velocemente le opzioni non mi accorgo che la iena ha già agguantato un cd e agita al naso della commessa la sua carta di credito. “Mi spiace ma non ho ancora acceso le macchine per l’accredito”… Mentre quello inizia a rovistare nella sua borsetta (inutile chiamarle tracolle o quant’altro! Borsette sono!) io guadagno l’attenzione della signorina con i miei bei contanti alla mano! “Grazie”…e guardando con un sorriso beffardo il poveretto, sventolandomi con il cd ancora ben incartato, guadagno l’uscita. Occhio lucido, quasi famelico, traslucido di gioia! Il contenuto del cd? Ha forse una pur minima importanza? È Mina, basta e avanza. Articoli più recenti:
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