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Durante un viaggio sull’autostrada A4 Milano-Venezia, detta La Serenissima, una serie di pensieri e ricordi affollano la testa del protagonista, il quale ritrova, come compagni di viaggio, amici di infanzia, vecchi amori, piccoli gesti che sembravano dimenticati, amanti di una sera, la stramba teoria della nonna sull’esistenza degli spiriti, le suore della colonia estiva, la vecchia maestra elementare…e con tutti prova una sorta di pacificazione che può avvenire solo in un registro ironico, dolce amaro. Ne esce il racconto di una formazione, di una ricerca al perché di piccole nevrosi, di instabili equilibri conquistati nel tempo. Una deformazione del quotidiano per sorridere di se stessi e riconquistare una “normalità”, dalla quale, spesso, ci si è sentiti rifiutati.
“Ti amo tanto ma io non sono la persona per te: hai mille interessi, finirai con il trascurarmi!”.“Dovresti crearti più spazi tuoi o pur amandoti tanto finirò con il sentirmi soffocato dalle tue attenzioni: forse non sono la persona giusta per te!”. Quel “te”, servisse ancora sottolinearlo, sarei sempre io...Uno alla fine o si rassegna al fatto che in coppia non ci può stare e ci si fa una bella risata sopra, o rischia di credere ancora al primo che gli giura amore eterno giusto il tempo di arrivare al prossimo: l’eternità è labile.
In macchina, chissà come, riuscivo a conciliare le più disparate attività mentali che, mi fossero riuscite anche al lavoro, mi avrebbero tolto più di una volta dai guai. Mettersi al volante e lasciare che riflessi condizionati e comportamenti appresi dalla pratica si susseguano quasi senza apparente volontarietà, mi da quasi un senso di serenità e piacere, tanto da permettermi di seguire i pensieri, come la musica, in un unico susseguirsi.
“Donna, tu partorirai con dolore. È scritto nella Bibbia. Si, aggiungo io, ma tanto avrai tutto il tempo che vuoi per vendicarti!”
Ascolta l'introduzione del libro
Gianluca Meis, trentanni (il resto è tutta esperienza), vive e lavora a Padova, dove si è laureato in psicologia. Ha collaborato con diverse associazioni culturali, occupandosi di cinema, volontariato e fondando, con Lagina Pectoris che compare con due scritti nel libro, il gruppo teatrale Drunk Queens (www.drunkqueens.it).
Per un paio di anni è stato autore del blog più visitato del portale gay.it: “Exupery. Il bacio? Un morso che ha imparato l’educazione”, ora trasferito sul dominio www.drunkqueens.it.
Questo è il suo primo libro.
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