Hai una macchia resistente da togliere? Un dubbio sui rapporti di coppia o di amicizia? Vuoi un rimedio a base d'erbe? Un consiglio di bon ton? Per ogni tuo problema chatta con Lagina o lasciale un messaggio!
| L'occasione per tacere! |
|
|
| Scritto da Gianluca Meis |
| Giovedì 11 Ottobre 2007 11:45 |
|
Ma con che faccia gente come Casini, Ciesa, Berlusconi, Buttiglione e accoliti possono permettersi di complimentarsi con Mario Capecchi per il prestigioso premio? Perché l’ha vinto poi il Nobel? Per delle ricerche sulle cellule staminali, vietata per legge nel nostro Paese! Vietata poi con le paludate motivazioni apprese dal catechismo di Bertone, Ruini prima di lui e la solita Sua (sempre e solo Sua) Santità Ratzinger…. GLI UOMINI CHE CAMBIANO IL MONDO “L’uomo che ha cambiato il nostro mondo», titolava ieri in prima pagina l’«Independent», sotto una grande foto di un sorridente professor Capecchi. Oggi il giornale inglese potrebbe rifare lo stesso titolo: anche il Nobel assegnato per la Fisica ha premiato due scienziati, Albert Fert e Peter Gruenberg, che hanno a loro volta cambiato il nostro mondo. Sono infatti i padri degli hard disk che si trovano nei computer che usiamo tutti i giorni e hanno trovato un’applicazione molto utile a un fenomeno - l’alterazione di una resistenza a causa di un campo magnetico esterno - conosciuto da un secolo. La loro scoperta risale a una ventina di anni fa, e non solo ha reso possibile immagazzinare milioni di informazioni in un piccolo disco, ma ha aperto la strada a studi che stanno indagando le proprietà magnetiche di singole molecole. Delle tante definizioni della scienza, la più semplice è quella che la considera «un bene utile per chi lo possiede»: la ricerca e l’innovazione tecnologica entrano sempre di più con grande rapidità nella nostra vita quotidiana, trasformandola e determinando il progresso della nostra civiltà. Il premio Nobel ci consente di dare un nome e un volto alle persone che dovremmo ricordare e ringraziare, nel momento in cui potremo memorizzare centinaia di foto in una capocchia di spillo o curare malattie impossibili grazie al lavoro di Mario Capecchi e dei suoi colleghi sulle cellule staminali. Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:
|