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Se si decide di farla finita, è necessario provvedere a diverse questioni, fondamentali e finalizzate ad evitare inutili imbarazzi!
È decisamente sconveniente costringere gli sciagurati addetti alla ricomposizione della propria salma, post mortem, a dover perdere non si sa quanto tempo, ad esempio, per separare brandelli di carne, paillettes e vetri frantumati di bottiglie di gin...il rigor mortis ci trovi almeno in una posa plastica, non dico drammaticamente elaborata come una Francesca Bertini dei tempi migliori, ma dignitosamente distinguibile tra il davanti e il dietro, quello si! Questa prima e fondamentale precisazione esclude automaticamente ogni suicidio che abbia elementi di truculenza tali da rendere roba per ragazzini gli elaborati effetti speciali di un filmaccio horror per americani in vacanza...Insomma, lanciarsi verso un arricciacapelli arroventato al quale avete preventivamente collegato il motorino dell’aspirapolvere, non è contemplabile quale fine dignitosa. Se non disponete di una ricca farmacia personale con la quale cercare una lieta morte allegramente conversando poi con elefantini rosa e puffi alle prese con la raccolta delle puff bacche stagionali, potete sempre cercare tra gli alcolici di casa e fornite poi di un elegante miscelatore arrangiarvi con un letale insieme di wodka, gin, curaçao blu, tabasco, martini dry (quello del discount sotto casa) e due foglioline di menta (giusto per non gravare sull’alito). Il rischio comunque è di morire tra conati di vomito decisamente poco eleganti… Da brave casalinghe avrete sicuramente in casa delle resistenti corde da bucato: oggi giorno comunque disporre nel proprio appartamento di travi a vista sufficientemente armate per sostenervi nel tuffo non è da tutti, così come sarebbe controproducente per l’immagine che stiamo tentando di preservare farvi penzolare lingua in fuori appese alle griglie del balcone… Suggeriamo di considerare anche la possibilità, dopo esservi sempre e comunque agghindate di tutto punto, di stendervi sotto la vostra automobile accesa cercando di inalare il più possibile l’emissione gassosa del tubo di scappamento. Questo metodo è comunque sconsigliabile agli stomaci forti, temprati da anni di inalazione di acidi per messe in piega, decolorazioni e meches: insomma non è adatto né a parrucchiere, sciampiste, né a loro affezionate clienti… Disporre di un elegante aspide o un rinomato kobra di rettoriana memoria non è cosa facile, per cui l’elegante fine di Cleopatra non è alla portata di tutti, a meno che non abbiate la possibilità di un viaggio nella foresta tropicale o disponiate di un amante allo zoo con possesso di chiavi del rettilario. (nel caso di questa ultima fortuna potreste lasciarmi il suo numero dopo morte? Sapete mi son venute in mente certe fantasie…). Altra perdita considerevole di tempo sarebbe cercare di procurarsi la tisi e avanzare tiepidamente nel delirio come la povera Violetta della Traviata…oggi come oggi poi meglio beccarsi una pallottola da un rappista nero e incazzato che non da una superata e compassata opera verdiana… Provate pure il piacere di lasciarvi cullare tra le acque…solo e soltanto se siete in grado di governare i vostri istinti! Quello di sopravvivenza è duro da tacitare e potreste rischiare non solo il classico buco nell’acqua ma pure la ridicola esperienza di essere recuperate alla prima diga tra scatolette di tonno galleggianti e confezioni di ammorbidente coccolino finite nel fiume chissà come… Ricordate che sarete giudicate anche da cadavere, per cui non dimenticatevi mai un’ultima botta di rossetto e un colpo di spazzola…se la morte ti fa bella, bimba mia, almeno approfittane!
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